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Carbossiterapia

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10 febbraio 2016

Con il termine carbossiterapia (carboxytherapy) si indica la somministrazione per via percutanea o sottocutanea di CO2 a scopo terapeutico.

La carbossiterapia nasce in Francia all’inizio del ventesimo secolo come trattamento per diverse patologie del sistema circolatorio: consiste nell’iniezione, mediante sottili aghi, di anidride carbonica nella zona del mesoderma ricca di capillari. L’anidride carbonica che viene utilizzata è un perfetto analogo di quella che si trova nell’aria che respiriamo, e non provoca embolie: si tratta di un trattamento perfettamente sicuro che oggi viene utilizzato principalmente nell’ambito della medicina estetica, per la riduzione della visibilità delle smagliature, della cicatrice, delle adiposità localizzate e degli inestetismi da cellulite.

Poiché la cellulite è una patologia che coinvolge principalmente il sistema circolatorio, la carbossiterapia risulta particolarmente efficace nel contrastarla: l’anidride carbonica ha funzione vasodilatatrice e stimola l’angiogenesi, agendo così sulla causa dell’edema alla base della cellulite. Il composto mostra inoltre una discreta attività lipolitica, che contribuisce ulteriormente a migliorare ulteriormente l’effetto sulla cellulite. Già dalle prime sedute, la pelle appare più tonica e compatta e l’aspetto a buccia di arancia è notevolmente ridotto: affiancando al trattamento una dieta bilanciata e una corretta attività fisica, permette di combattere la cellulite e di evitarne la ricomparsa.

Dal momento che l’anidride carbonica è un gas, è possibile utilizzare aghi sottilissimi: generalmente vengono utilizzati aghi monouso e sterili con un diametro di 0.3 mm, il che contribuisce a minimizzare il dolore percepito e la possibilità di rottura di capillari. Da sola o in sinergia con altri trattamenti, la carbossiterapia è efficace nel trattamento della cellulite: per ottenere dei risultati soddisfacenti sono in genere consigliate una decina di sedute la cui durata va dai 10 ai 40 minuti, con un ritmo di una o due sedute alla settimana. Al termine del ciclo di trattamento, secondo il consiglio del medico, potrebbe essere necessario effettuare una terapia di mantenimento costituita da 1-2 sedute al mese. Nel caso si voglia provare un approccio multiterapico, è bene tenere a mente che è preferibile effettuare per prima la carbossiterapia, in quanto qualsiasi miglioramento della circolazione favorisce e amplifica l’effetto dei successivi trattamenti. Un esempio di ciò è l’utilizzo della carbossiterapia come trattamento propedeutico ad un intervento di lipoaspirazione o addominoplastica: esso permette infatti di migliorare il decorso post operatorio e la resa estetica dell’intervento.

Si tratta anche in questo caso di un intervento di medicina estetica, che deve essere effettuato esclusivamente da medici all’interno di strutture sanitarie che utilizzino macchinari autorizzati dal Ministero della Sanità: anche se si tratta di una terapia sostanzialmente innocua, è controindicata in caso di gravidanza, patologie del sistema cardiovascolare, patologie del sistema respiratorio e patologie a carico dei reni. Non vi sono invece controindicazioni legate alle allergie: poiché non si usa anestetico e l’unica sostanza iniettata è naturalmente presente nell’aria che respiriamo, non è possibile che la carbossiterapia causi una reazione allergica.

Funziona?

Gli utenti di Realself mostrano un elevato grado di soddisfazione, tuttavia sono presenti solo 15 recensioni. L’utilità della carbossiterapia è quella di riportare in equilibrio la microcircolazione. Essa determina a breve termine l’aumento della velocità nel flusso sanguigno nel tessuto locale. Tale fenomeno è visibile chiaramente tramite una linfoscintigrafia. In casi di linfostasi gravi essa produce un’ottima ripresa nel sistema linfatico. Inoltre essa distende i tessuti e produce un abbassamento del pH con un aumento della disponibilità locale di ossigeno. Le dosi normalmente usate sono di 600 ml di CO2 per emilato per seudta, con un flusso medio di 30 ml al minuto. Nei primi minuti si avverte una sensazione di fastidio che viene comunque ben tollerata nel 98% dei casi.